il richiamo
Oggi non riesco davvero a concentrarmi. non che di solito il lunedì mattina io sia molto più fresco e propositivo, ma oggi non sto brancolando nel buio: ho proprio la testa altrove.
Quando mi sono svegliato stamattina e ho saputo cosa è successo in abruzzo, come al solito il primo desiderio è stato di leggere, informarmi, sapere.
Quasi subito dopo è venuta un’altra consapevolezza. cosa posso fare io? Sono un ex scout, per anni ho fatto volontariato di varia natura e già una volta, in umbria, siamo andati a dare una mano. Mia sorella idem. Mia madre invece è della protezione civile: ha ricevuto stamattina l’essemmesse che la allerta per possibili richieste di intervento. Caspita, non so se è per i miei geni friulani: certo è che quello che sento è un vero richiamo. Si dice che la gente che sta da queste parti non riesca per natura a stare con le mani in mano di fronte a queste evenienze: lo si è visto nel ’76 e – mi sembra – lo si vede in molte altre occasioni: conosco un sacco di gente che è sempre pronta a fare qualcosa di piccolo, magari, ma di concreto per aiutare gli altri. Non so se mia madre potrà andare, ma mia sorella ed io ci stiamo già muovendo per sentire se i miei amici che sono ancora negli scout o se quelli della protezione civile del mio paese stanno organizzando qualcosa, qualcosa che possa includere anche i non “tesserati” come noi. Sarebbe un ottimo modo di santificare la Pasqua.
Vediamo cosa possiamo fare…





Si Cooper, sarebbe veramente molto bello. E nobile. Altro che “pregare per i bambini morti” (chi ha orecchie per intendere, intenda)…
Di fronte a queste situazioni ci si sente sempre così impotenti…
Forse non sarà il post od il momento migliore ma: auguri Cup, anche al Coinqui.
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