Dàghe alla sciura del terzo piano!

un\'istantanea dell\'assemblea.

Non so quanti di voi abbiano mai provato l’inebriante esperienza di un’assemblea di condominio. Per me la prima volta è stata ieri, per il palazzo nel quale verrà il mio nuovo ufficio. In quanto legale rappresentante mi son dovuto sciroppare 3 ore e mezza di riunione, ho perso l’ultima metro per tornare a casa e ho quindi fatto l’1 e 20. Però è stata indubbiamente un’esperienza formativa. L’unica cosa che io avrei evitato era di farla presiedere a una tipa che fa la giornalista e in realtà vive a roma. Entrambi aspetti che si riflettono tragicamente sulla sua retorica e sulle sue doti di affabulazione… questa peraltro possiede un sacco di millesimi di questo alveare di ringhiera, tipico milanese, che resta in piedi da un paio di secoli ma credo sia abitato in gran parte da gente che all’epoca della costruzione aveva già problemi di sciatica e la glicemia un po’ alta. E chi possiede più millesimi è guardato con una certa accondiscendenza dai proprietari minori. Che sotto sotto, comunque, un po’ d’invidia la covano. Si vede dai toni garbati, dal darsi del lei con quei mezzi sorrisi, che però fa tanto “io ci parlo educatamente, ma non si aspetti che ce ne faccio passare una, sa!!!” – e quindi giù a farsi le pulci sui copribidoni in ferro battuto che sono al vaglio della commissione. Fuori che vengano tutti gli altarini: perchè lei invece di buttare i cartoni interi non li piega? compriamo quella macchina che schiaccia le bottiglie!! E se poi bevessimo meno acqua minerale, quella del rubinetto a milano è ottima!

Non vi dico le discussioni sull’ipotesi o meno di prevedere delle decorazioni in ferro battuto sui supporti di sicurezza per le balaustre. Salterei dunque a piè pari il resto dell’ordine del giorno perchè è una palla mortale, ma mi soffermerei su due cose:

1: mentre io pensavo che a un certo punto tutti avrebbero, su suggerimento dell’amministratore, iniziato ad estrarre dalle borse dei cocci di terracotta per avviare la procedura della mia ostracizzazione, per fortuna nessuno ha sollevato la questione degli schiamazzi e del cesso provocati da un certo rave clandestino nei sotterranei di uno dei negozi abbandonati del condominio (ehm….)

2: l’anno prossimo dovremo rifare le facciate. A parte che ci abbiam messo 1 ora solo per decidere che PRIMA O POI bisognerà INIZIARE A CAPIRE se una specie di commissione vorrà PROVARE A VALUTARE i POSSIBILI aspetti dell’intervento… con me che schiumavo ascoltando questi che si dicevano sempre le stesse cose, se non altro perchè l’arteriosclerosi avanza e per ora che metà assemblea aveva afferrato il concetto, l’altra metà se l’era dimenticato. A parte ciò, si è ovviamente fatto cenno alla possibilità di ricorrere alla pubblicità sui ponteggi per coprire parte delle mostruose spese di ristrutturazione.

Io ve lo dico, cerco di essere paziente ma a volte mi scontro coi miei limiti. E ieri sera, dopo una giornata di merda in ufficio, stanco come pochi, reduce da 8 ore di lavoro, 2 di volontariato, una corsa fino alla riunione e ovviamente senza mangiare un boccone dall’1 di pomeriggio, la mia pietas cristiana era messa notevolmente alla prova. E quando la sciura del terzo piano ha detto “a me non interessa, io sei mesi con le finestre chiuse per far pagare meno gli altri, non li passo. Io non voglio la pubblicità!”, vi giuro: i capillari hanno iniziato a rompersi nell’umor vitreo iniettando i miei occhi di sangue. I peli sulla schiena si sono alzati peggio delle piume di un gallo cedrone. Ho armato i canini retrattili ed estratto gli artigli. Lei, rincarando la dose, aggiunge l’immancabile postilla: “ma tanto, per ora che i lavori inizieranno io non ci sarò neanche più”. Mi rendo conto che per una volta ha detto una cosa sensata e mi propongo di aiutarla a realizzare immediatamente la sua profezia. Al che lei si gira, mi vede attraverso i suoi fondi di bottiglia, terrorizzata deforma la sua faccia in una maschera di orrore e l’unica cosa che impedisce di scattare ai miei muscoli già tesi è il richiamo proveniente dall’altra parte della sala: “allora, l’assaggiamo o no la crostata della sciura Galimberti?”

Ma tu, signora del terzo piano, devi stare molto attenta. ci vediamo al vano ascensore…

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~ di cooper79 su 8 aprile, 2008.

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