impressioni newyorkesi

questi giorni sono stati pochi ma cazzo se ne abbiamo fatte di cose! io sono ancora adrenalinico. credo che stasera avrò un crollo verticale, ma per essere sbarcato bello come il sole (immaginatevi) alle ore 6.05 a malpensa, transfer a casa, doccina e via in ufficio, devo dire che non mi posso lamentare della mia condizione.

E vorrei vedere: abbiamo abbondantemente superato tutte le aspettative. Il viaggio (costato poco e niente) si è rivelato geniale: segnatevelo, volando con US airways gli aerei sono carrette del mare ma farete l’immigration a philadelphia e poi volerete su La Guardia: il che vuol dire che non solo arriverete sorvolando Manhattan da 100 metri d’altezza con vista mozzafiato sui grattacieli, ma eviterete il labirinto della dogana del JFK  e 40 minuti dopo l’atterraggio a nuova york sarete a Gramercy Park (o dovunque a Manhattan) a bere un caffè sul marciapiede di un bar davanti a casa, come noi.

A proposito di casa: paraculati è dire poco. abbiamo subaffittato a 30 dollari al giorno a testa l’appartamento di uno che era via per lavoro: FE-NO-ME-NA-LE! avete presente i loft newyorkesi con mega lucernario sul tetto e terrazzo sul retro tra le case di mattoni? ecco. pazzesco.

Per il resto che dire: non ho mai fatto tanti km a piedi, visto tanti posti e speso così tanti soldi in un weekend… la frenesia shoppistica ci ha portato a svaligiare i principali flagship e i più quotati department stores della città, ma io ho veramente superato me stesso. Anche se si son viste scenate di isteria da parte di AmicaA perchè domenica, causa visita di BenedettoXVI, tutta la 5th ave era blindata e Abercrombie&Fitch era chiuso ed irraggiungibile (i suoi commenti anticlericali e le sue esternazioni vagamente blasfeme ve le risparmio).

Per il resto, credo che tutto quel che abbiam risparmiato su volo e alloggio l’abbiamo destinato a cene nei ristoranti + hip, bottiglie di vino e aperitivi vari nei locali più trendy, brunch e spuntini vari nei templi del gourmet. insomma, non ci siamo fatti mancare proprio niente.

Sappiate che:

– se vi piacciono i luoghi un po’ post-modern, dovete prendere la subway verso est e fare una capatina a Williamsburg. un posto pieno di casette basse, con zero traffico, gente vestita in maniera assurda, negozi di design e dischi in vinile, stilisti emergenti cari e stilosissimi, bar di surfisti con la sabbia al posto del pavimento e la possibilità di fare un pic nic scasciati a terra con davanti uno dei panorami + sconvolgenti del mondo (manhattan dall’East River)

– per una cena o una serata, puntate al Meatpacking district. Suggerisco aperitivo al Maritime Hotel (ex sede dei sindacati marittimi anni ’60 trasformato in design hotel molto caratteristico e pieno di gente giovane e molto viveur-che-non-se-la-tira), poi cena allo strepitoso Spice Market (ma prenotate se no è un’utopia) e poi fine serata lì di fronte, sulla terrazza dell’hotel Gansevoort, vista mozzafiato su Manhattan, musica, gente e un buon drink. Sempre in zona si segnalano Pastis, un altro locale che non ricordo il nome dietro allo spice Market identico al bar de “Dal tramonto all’alba”, il negozio di Mc Queen, quello di Stella mc Cartney e ovviamente il refugium Paccatorum: l’Apple Store di Meatpacking. Dove comprare l’iPod pagandolo il 30% in meno e vivere l’esperienza di dire al commesso cosa vuoi, lui va a prenderlo e ti porge la scatola, dice “lo vuoi comprare?” tu dici “sì”, lui estrae un pos senza fili dalla tasca, striscia la tua carta e ti dice “ti mando la ricevuta via mail”. niente scontrini, niente code, niente banconi, mai speso soldi + velocemente di così….

Altre zone shoppisticamente rilevanti: Soho, Noho e NoLita. nolita io l’ho trovata bella ma noiosa, piena com’era di negozietti di moda un po’ bohemien prevalentemente di vestiti da donna (mi è stato detto un po’ cari). Molto meglio noho e, soprattutto, Soho. Lungo la Broadway, da Houston street in giù, c’è ogni possibile ben di dio. ed allargando il giro nelle viette intorno c’è tutto il resto. Nominiamo qui: Dean & De Luca (ottimo per souvenir mangerecci anche se è caro come il fuoco – ma che stile!), il MoMA design store, Uniqlo, Tommy Hilfiger e hilfiger denim, Levi’s, Scoop (caro per il 90% della roba ma da comprarci la qualunque, comprese le nike vintage che ho recuperato in saldo a 50 dollari…), Club monaco, per le signorine Victoria’s Secret, più un paio di negozi di scarpe e sneakers niente male. Etc etc etc… 🙂

Altri luoghi degni di visita: per il cicchetto prima di dormire con una vista mozzafiato e ottima musica jazz, il dizzy’s club coca cola del Jazz at Lincoln Center (che in realtà è a Columbus Circle, all’angolo di Central Park, si entra dal lato del centro commerciale). l’ideale è lo spettacolo delle 11, dal martedì alla domenica. non si prenota, basta andare lì un po’ prima, 10 dollari per il tavolo e passa la paura: fenomenale, sempre artisti di grandissimo livello. ci si può anche cenare ma per i turni prima meglio prenotare. Nello stesso palazzone, ma 35 piani più in su, il bar dell’hotel Mandarin Oriental: che ve lo dico a fare. Manhattan ai vostri piedi!!! Altro posto assolutamente imperdibile è il Gramercy Park hotel: dormirci è fuori discussione perchè costa troppo, ma va visto perchè dopo anni di minimalismo, questo è il vero stile trendy del momento:  colori neo-rinascimentali, tende di velluto rosso, mobili stile 15° secolo e colonne rivestite di assi di legno grezzo tra lampadari di murano. l’ha disegnato julian schnabel ed è un’opera d’arte al pari di quelle che contiene appese un po’ ovunque. insomma non perdetevi un drink nella hall, o nel bar, o (se avete faccia tosta chiedete) in terrazza all’ultimo piano (normalmente riservata agli ospiti ma noi testimoniamo che si può fare…) – noi ci siam fatti prendere la mano e abbiamo pure cenato a spuntini…

Tornando al jazz, altro ottimo posto per un po’ di musica è Lenox Lounge sulla Lenox Avenue ad Harlem. La domenica sera c’è la talent Night nella fantastica Zebra Room (decorata con carta da parati optical e arredata in stile anni 40) e si può pure cenare – la cucina non è male.

Sempre in zona, ma la domenica mattina, ovviamente non si può mancare l’appuntamento con  il gospel. personalmente 8se andate in un periodo non troppo affolato di turisti) vi consiglio la chiesa sulla 7a avenue all’altezza della 123a strada. coro gospel da paura. e consiglio l’esperienza, perchè è veramente intensa e coinvolgente. La funzione inizia alle 11 e dura diverse ore percui vale la pena di andare e starci un’oretta o due (tanto si può entrare e uscire, la funzione non è una liturgia ma una specie di lunga veglia intervallata da canti).

Uhm che altro… boh, alla fine c’è da dire che gironzolando per la città ed affidandosi alla lonely planet si casca quasi sempre bene: NYC offre molto. e anche i newyorkesi sono incredibilmente gentili, cordiali, disponibili a lasciarti il posto in metrò o a indicarti la strada se hai un dubbio. davvero una cosa che non ti aspetti.

Adesso però basta, che a pensarci mi sta già venendo di nuovo la fregola di tornare…

 

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~ di cooper79 su 22 aprile, 2008.

5 Risposte to “impressioni newyorkesi”

  1. Ma anche i tuoi week-end durano 48 ore come quelli di noi comuni mortali o c’e’ un trucco per riuscire a fare/vedere/comprare/bere/mangiare/digerire/ascoltare tutte quete cose in due giorni???

  2. il segreto sta nel planning accurato delle zone da battere (ehm il verbo forse suona male… da visitare!) per evitare troppi giri. insomma partire con le idee chiare. e poi giocare sul fuso orario per guadagnare tempo. ho perso una notte da qualche parte, credo andando direttamente in ufficio dopo l’aereo del ritorno,ma sai che problemi! anche far cominciare il weekend il giovedì mattina e farlo finire il lunedì sera aiuta… 😉 (comunque della sana anfetamina, per chi non regge il ritmo da solo, a volte fa miracoli)

  3. e io che pensavo fossi al seguito del papa…

  4. Cooper, lo sai che quella roba se proprio non ti uccide di certo ti fa invecchiare precocemente? La prossima volta solo Starbucks e stecchini infilati sotto le palpebre (da leggere con voce da maestrina severa ma amaorevole)

  5. dlove, non ero io al seguito del papa, ma lui che seguiva me! per la cronaca, poi abercrombie ha riaperto. io ho comprato 2 felpe e una polo, mentre josef ha provato un paio di bermuda da surfista, una camicia a righe e poi ha chiesto al commesso del terzo piano se andava in camerino per prendere le misure per la sartoria…..

    itboy, io non us anfetamina. al massimo haagen dasz cookies & cream.

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