Faraone Cooper II

Caro Blog,

ritrovandomi a cazzeggiare un paio d’ore a casa, bello tranquillo, senza nulla da fare, avevo pensato di scrivere un bel post. ho messo su Jamie Lidell, mi son versato un bicchierissimo di arancia rossa, mi son posizionato bello comodo.

eh, però non sapevo che scrivere. In verità ci sarebbero molti temi – alcuni + estemporanei, altri di quelli che mi ritrovo regolarmente a dire “devo scriverci un post”, altri ancora seri, di quelli da blogger impegnato. Ma di parlare di come risolverei io il problema dei rifiuti a Napoli, in questo momento, non ho voglia perchè temo mi ci vorrebbe troppo tempo. O di film che vorrei andare a vedere, di mostre che domani vado a visitare, della sconvolgente pequenha Amy Winehouse su Youtube (e la pequenha Hillary Clinton? ne parliamo?): tutti temi interessanti, sì, ma non ho voglia. Vediamo, di che potrei parlare? Per esempio, del fatto che a pranzo, al Ciao, io abbia ottenuto la laure ad honorem in architettura alimentare per le piramidi di macedonia che faccio al buffet della frutta. Del resto, con quel che ti fan pagare quel sottobicchiere di coppetta, ti pare che uno ci butta due pezzettini e ciao? Tanti poveri illusi lo fanno e pagano 2.80€ per 2-fragole-2, 1 pezzetto di kiwi e uno di mela. Alcuni decerebrati, addirittura, prendono la ciotola grande (che costa tipo 4 euro) e la riempiono a metà. Ma io dico, prendi quella piccola no? Povero imbecille! Non è una questione di tirchieria, ma di saper riconoscere il valore del denaro. Di sfruttare al meglio le risorse. Ormai so far stare tanta di quella frutta, dentro una ciotolina, da sfamarci uno Stato dell’Africa Nera. Perchè tutti versano dei pezzetti di frutta in un bicchiere. io invece ho un sistema pressochè infallibile: terrazzare.

dapprima dispongo i pezzi di ananas, più grandi e regolari, a raggera sul bordo in modo da creare dei puntelli che sporgono oltre la ciotola, per poi riempire il tutto. A completamento, ci sono diverse tecniche che sto sperimentando per capire qual’è la più proficua: o gettare pezzi a caduta in cima (ma a volte trascinano con se anche quel bel pezzettone che avevi fatto + fatica tu a sistemarlo che i maya a portare i pietroni di machu picchu) oppure (ma ci possono volere giorni) pecare ed incastrare pezzo per pezzo la frutta sulla vetta. L’uva è un nemico insidioso perchè sferica e scivolosa: mina tutti gli equilibri. Ma basta saperci lavorare. Certo, questo lavoro comporta che mi ci vogliano dai 20 ai 25 minuti per fare la mia macedonia, ma che vogliono? devo arrendermi alle leggi del mercato? già rendono ogni giorno il lavoro + difficile: a parte il mega cucchiaione che danno in dotazione per versare la frutta (incompatibile con le manovre di precisione di questa ingegneria fruttifera), ultimamente han pure cambiato le coppette e i piatti. E secondo me, anche se quelli nuovi son + design, prima dentro ci stava + roba. Ma io non mi scoraggio: tanto adesso l’ici l’hanno abolito, io aspetto la sanatoria e poi inizierò a verandare. tiè.

*AGGIORNAMENTO* : ECCO LA PIRAMIDE DI OGGI (ma era un po’ tronca perchè ero di fretta e avevo due rompicazzo che sbuffavano dietro di me e mi urtavano col vassoio, impedendomi di calcolare correttamente i carichi strutturali… e si sa, la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi…)

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~ di cooper79 su 24 maggio, 2008.

16 Risposte to “Faraone Cooper II”

  1. Caro Blogger,

    peccato che io sia emotivamente indisponibile (e sicuramente votato -almeno per ora- a boicottare qualsiasi relazione interpresonale) perchè la capacità di erigere monumenti di frutta fresca (unita alla conoscenza del valore del denaro) è una delle cose che più apprezzo in un uomo. Se poi aggiungi le citazioni dal “Dottor Stranamore” e l’esposizione a dosi massicce di “Moulin Rouge” qui si rischia una seria infatuazione. Cerca quindi di renderti un po’ antipatico o finirò per fondare il Redrumfancleb

  2. itboy, la giornata è iniziata male e sta proseguendo in netto peggioramento man mano che il tempo passa.
    pertanto credo di poter assecondare la tua richiesta: oggi sono odioso.
    ma dimmi: come pensate di farle le tessere del VafFanClub? 🙂

  3. Pensavamo di ispirarci al lavoro di Matthew Dent per le nuove monete inglesi. Ogni tessera avrà una forma diversa e sul retro vi saranno frammenti della tua effige che potrà essere ricostruita solo accostando le tessere.

    per chi volesse approfondire: http://www.royalmint.com/newdesigns/designsRevealed.aspx

    PS: l’opera di oggi mi ricorda qualcosa, forse l’architettura organica di Pier Luigi Nervi per l’ambasciata italiana a Brasilia?

  4. Come opporsi a una sì alta e prestigiosa comparazione? ne sono lusingato, anche se secondo me ha un che dell’Eden Project di Grimshaw (per le forme tondeggianti e vagamente bitorzolute) ma anche un’intersezione di volumi spigolosi che fa un po’ Gehry e, volendo, una varietà di colori che fa molto jean nouvel (anche se avrei dovuto metterci + fragole perchè a lui il rosso ci piascy proprio).

    Invece a proposito di piramidi, ringraziandoti per la storia delle monete che è veramente interessante e non conoscevo, ti indico l’articolo del mio amico hugh pearman sulla piramide che Foster ha costruito ad Astana (città che già di suo meriterebbe fior di post per il suo fascino da urbanismo totalitario)

    http://www.hughpearman.com/articles5/pyramid.html

  5. Concordo: Astana merita un post (e Parigi val bene una messa, come diceva qualcuno). Una volta ho proposto a Ivan Scalfarotto un reportage sui suoi viaggi da quelle parti ma non ha aderito… Il progetto di Foster ha qualcosa di massonico (adesso mi leggo l’articolo, comunque sembra meglio del suo maxicondominio moscovita che risponde al nome di Crystal Island). In effetti, il paragone con Nouvel è azzeccato, per caso hai già convertito il balcone in un mini “Quai Branly”?

  6. Ingolosito dall’articolo, sono andato cercarmi le foto del progetto finito. Il cladding (ma quanto so’ tennico?) ricorda troppo la torre Bank of China di Hong Kong. Chiamami antico, ma quando si parla di nuove priramidi per me c’è un solo nome: Transamerica.

  7. Secondo me la piramide di Foster, bisogna ammetterlo, è sgraziata. Insomma, c’è sicuramente un motivo se ha scelto quella proporzione tra base ed altezza ma cheope ha tutta un’altra grazia. però io non credevo che l’avrebbero realizzata veramente, ma si vede che il Sig Nazarbayev è un presidente tutto d’un pezzo… ed eccola qui. peraltro, da dentro secondo me è pure simpatica (anche se quelle vetrate con le colombe…)

    peak

    Il “quai branly” è un mio sogno proibito. vorrei andare a vederlo ma son mesi che progetto di andare a parigi e succede sempre qualcosa che me lo impedisce. ma prima o poi ci andrò. nel frattempo coltivo il mio giardinetto di piante grasse…

  8. letto la tua aggiunta. se è per quello foster ormai fa un sacco di cose su base triangoli o rombi: vedasi il (bellissimo) gherkin di Londra e la copertura del British Museum (bellissima pure quella). di lui mi piacciono i giardini pensili, tutte queste pippe sulla termoregolazione, e poi il fatto che mette vetro, vetro e vetro ovunque. Per la China Bank, io descriverei trovarsela davanti con una parola: orgasmo.

  9. Cooper, meno male che dovevi essere acido e antipatico! Il Gherkin è stupendo, come la copertura del British, ma se ami un triangolo “puro” il Grand Viaduc Du Millau di orgasmi te ne regala 7 in successione (peccato non poterlo fare in bicicletta)

  10. Ho visto le foto su Flickr: secondo te quel tavolo circolare con l’anello di luci sospese è una citazione da cinefilo? Peccato che a Milano Foster sia complice di Santa Giulia e City Life (comunque il suo masterplan originario era molto migliore del progetto definitivo). Mi consolerò con la TAV a Firenze

  11. Il tavolo con l’anello di luci prima l’ho sovrapposto anche io, immediatamente, alla foto che avevo postato qui tempo fa. dici che Foster sia fan di Kubrick? Allora, potrei forse realizzare il mio sogno chiedendo che mi costruisca un Overlook Hotel. Ma credo che poi non lo aprirei mai al pubblico per poi farmici murare dentro, ubriacarmi nella Gold Room e vivere su un triciclo!!! Ah dimenticavo: tirare palline per ore contro un muro, che poi è quello che sto facendo oggi pomeriggio qui 🙂
    santa giulia è dietro casa mia e mi fa incazzare abbestia ogni volta che la vedo: primo perchè se fossimo stati + intelligenti ci avremmo lavorato noi facendo un pacco di soldi (ma io ancora non c’ero… ) e poi perchè sebbene la vera parte del lusso debba ancora essere costruita, per ora quel che si vede sembra più Berlino Est dei bei vecchi tempi andati (mica il cupolone del reichstag, tanto per citare sempre il buon Norman; più che altro le tragiche scatolissime dei quartieri popolari) Santa giulia per ora è un insieme di canyon cementizi stretti e alti. metteranno gli stendibiancheria da muro a muro come nei vicoli di napoli?

  12. Ovviamente quel tavolo è diventato una ossessione/citazione per tutti. Hai presente il video di “Our time is running out” dei Muse? http://www.youtube.com/watch?v=MnpLfiuHS5k

    Solo Redrum potrebbe chiedere un Overlook Hotel a zio Norman. Comunque meglio murato nell’Overlook che prigioniero del Lumacone di lusso con vista sulla tangenziale.

  13. avevo scritto ieri un commento in cui parlavo di una bella intervista al tizio che si è inventato tutti i covi dei cattivi dei vari 007 degli anni d’oro, tra sottomarini, laghi apribili in crateri di vulcani e chi + ne ha + ne metta.
    Mentre cerco di capire dov’è finito, ecco qui la storia di com’è nato il tavolo circolare di Dr Strangelove….

    http://www.berlinale-talentcampus.de/story/19/1519.html

  14. (dimenticavo: e di quando Reagan, eletto Presidente USA, chiese di vedere la War Room….) GE-NIA-LE!

  15. Vanity insegna: la prossima volta segnala i tempi di lettura. E’ un’intervista luuuunghiiiiissiiiiima (però adesso posso collegare Roald Dahl, 007 e Tinto Brass, quindi ne valeva la pena).

    Senza offesa, ma il mio Bond preferito è il secondo Casino Royale. Non per Daniel Craig strizzato nel costume di Ursula Andress (vabbè, anche per quello) ma soprattutto perchè i cattivi non hanno un covo (e vogliamo parlare della sequenza di parkour allo stato puro?)

  16. a me di “Casinò Royale Atto Secondo… me” una delle cose che piaceva di più era la sigla. a parte “you know my name” di chris cornell che all’inizio non mi piaceva ma poi aveva un suo perchè, mi ha conquistato quell’animazione giocata sui semi delle carte da gioco. riguardo a craig in costume cinturato, beh si, lui se lo poteva permettere… 🙂

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