parassitismi

nell’antica Roma c’era una figura che mi ha sempre affascinato, quella dei clientes. Spesso tali personaggi eranos chiavi liberati, o persone che ereditavano tale condizione per trasmissione familiare. Essenzialmente, queste persone vivevano in un rapporto di simil-simbiosi col signore di turno, al quale garantivano sostegno politico, aiutini di vario genere, bir-à-brac etc etc. In cambio, ovviamente, il loro patrono li proteggeva, li finanziava e li sosteneva.

Ricordo che la cosa che più mi colpì quando studiai questo fenomeno era che questi clientes venivano descritti come persone che costantemente seguivano il loro nume, vagavano per la sua domus, insomma per il 99% del tempo non facevano altro che cazzeggiare ronzandogli intorno con fare accondiscendente. Io se fossi stato nel paròn di turno probabilmente non avrei sopportato.

Pare che i clientes esistano ancora, o almeno che tale atteggiamento sia tutto sommato ancora presente. E’ tutta la mattina, infatti, che abbiamo qui in ufficio un nostro collaboratore, un tizio che è una specie di nostro cliente a ben vedere (cliente nel senso più odierno del termine). Sta di fatto che, però, non so che c’ha ma quando viene da ste parti fa quel che deve fare (prende delle carte, porta un assegno, robe così: tempo per l’operazione, 40 secondi) e poi resta qui a cazzeggiare, gironzola in giro, fa domande, dice battute. Ora, povero, lui è anche di compagnia ma magari noi c’abbiamo altro da fare. E qui siamo in 3 che cerchiamo di lavorare e quindi lo caghiamo limitatamente… ma cerchiamo di non fare cattiva figura… e quindi dobbiamo comunque stargli dietro. Insomma, io so’ buono e caro ma davvero non mi capacito di come lui faccia a non sentirsi fuori luogo e persista. Io dovrei avere un po’ di pace per scrivere i miei testi del cavolo, già con le telefonate in sottofondo capita che mi incasino e devo riscrivere la stessa cosa 4 volte, con loro che scherzano, poi… e tra l’altro finchè questo viene qui e curiosa, non posso nè controllare il blog nè, tantomeno, accendere gaydar. e francamente, del suo contributo al persistere della mia zitellagine farei anche a meno 😉

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~ di cooper79 su 16 giugno, 2008.

2 Risposte to “parassitismi”

  1. Cooper come ti capisco… Questi parassiti sono presenti in ogni realtà lavorativa. Prima, che lavoravo al pubblico, il mio posto di lavoro ne pullulava… E dovevi anche fare buon viso a cattiva sorte (come hai detto tu) in quanto in una maniera o nell’altra ti aiutavano a “tirare avanti la baracca”… Adesso che sono in un ufficio non aperto al pubblico, queste figure permangono, e non sono più clienti, ma colleghi cazzari, fannulloni e curiosi…

  2. Enrico per fortuna che questo non viene tanto spesso. anche perchè come dicevo non è antipatico ma quando sta qua non riesco a concludere una mazza…!

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