Primo Aforisma di Cooper

•12 marzo, 2009 • 1 commento

nulla è più sexy che parcheggiare un’auto di 3 metri e 60 in 3 metri e 90. E farlo in 3 mosse.

🙂
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della Vodafone, del Piano del governo per l’edilizia e di curiose profezie…

•11 marzo, 2009 • 3 commenti

“vorresti avere il 20% in più quando ti fa comodo?” recita uno spot Vodafone in onda in questo periodo. E una delle immagini scelte per illustrare il concetto è quella qui sotto. Poi leggi del piano straordinario per l’edilizia proposto dal Governo in questi giorni, la cui caratteristica principale è permettere a tutti un aumento delle cubature esistenti del 20%.

Ora, senza entrare nel merito della questione (anche perchè visto il lavoro che faccio dovrei gioirne, ma sapendo come vanno certe cose in Italia temo sarebbe l’ennesimo disastro ambientale), al di là che si ritenga giusta o sbagliata questa proposta, non si può non rilevare quanto precisa nei numeri e profetica nelle immagini sia questa campagna…

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I hate I love Shopping

•5 marzo, 2009 • 11 commenti

Beh sì lo ammetto. Il titolo di questo post è più voluto per simpatia del gioco di parole che per un effettivo odio nei confronti di pellicola e/o libro. Anzi, in verità il film mi ha lasciato indifferente, esattamente quanto il libro di cui un giorno ho letto un paio di pagine chiedendomi perchè avesse avuto tanto successo. E sì che ero nella condizione a me più consona per assorbire in tutto il suo significato un testo scritto, ovvero sul water di casa dei miei. Dove il bagno al piano terra è praticamente la nostra sala di lettura con tanto di libri e riviste parcheggiati in pianta stabile in prossimità della tazza.

Ebbene, la stessa sensazione di svuotamento (del libro, ma volendo anche della tazza) l’ho provata ieri sera. E sì che ero un po’ brillo a causa del doppio aperitivo in rinascente (e meglio per loro che lo sia stato, perchè a 12 euri a drink se fossi rimasto del tutto sobrio non ne sarebbero usciti interi). Ma neanche l’ebbrezza alcolica ha potuto aiutarmi contro il vuoto pneumatico di questa commedia.

Ci sono cose che a noi gay, per imprinting o per una sorta di tacito contratto di convenzioni sociali, sembra obbligatorio adorare. Una di queste è la commedia con una ragazza, irresistibile e frizzante protagonista, che si innamora del bono di turno (perchè a noi ci piace riconoscerci nei personaggi di un film). Un’altra cosa che adoriamo è il mondo della moda, in tutte le sue forme. Una terza cosa idolatrata e da cui ci dichiariamo dipendenti, di solito, è lo shopping. Caspita, allora questo film è perfetto per noi!

L’altro giorno mi ha telefonato Ivan Cattaneo, uno degli Ambasciatori Del Supremo Ordine Della Checca Perfetta, per farmi notare che non sto accumulando abbastanza timbrini sulla mia Carta POP. Cos’è? Ma lo sapete tutti: il Patentino dell’Omosessuale Perfetto. Ce l’abbiamo tutti, ma solo quelli bravi fan tutte le cose che servono ad avere tanti punti: andare alle sfilate, fare almeno tot lampade ogni anno, imparare i lyrics di tutto “Circus” di Britney, comprare delle converse principe di galles o spendere almeno 50 euri al mese da H&M. Insomma ce n’è per tutti i gusti. Comunque io ero un po’ indietro, perciò ho deciso di recuperare andando a vedere questo film.

(attenzione, se il film avesse dei contenuti da qui in poi potrebbero esserci degli spoiler)

Ma sinceramente, me ne sono un po’ pentito. Di tutta la pellicola, le sole cose che salverei sono i manichini animati e il fatto chela fauna maschile fosse decisamente ben assortita. un clap clap a quelli del casting che in un paio di occasioni ci han visto proprio bene… anche perchè il protagonista maschile era davvero notevole, con quella faccia da bravo ragazzo (ma quando era in smoking quanti sospiri in sala…).

A parte questo? Beh, La manfrina del tizio del recupero crediti era decisamente troppo fumettistica. Il gruppo di autoaiuto per shopaholics era banale e forse avrei potuto essere più creativo io. la capa della rivista di moda è l’ennesima wintoursozzanirotfieldpriestleycapadiuglybetty. e secondo me, la protagonista non si veste neanche tanto bene, ci son solo dei marchi di grandi stilisti (anzi, più che grandi direi famosi e popolari, che è diverso). Anche se questo ha una sua logica: il diavolo veste prada parlava del mondo della moda attraverso l’isteria e la nascosta insicurezza che ne pervade i massimi vertici. il mondo dello shopping, molto più calato com’è nella realtà quotidiana delle persone comuni, ovviamente è molto più “terra a terra”, quindi non ci si aspetta molto.

Ma sinceramente, questo film non mi ha lasciato molte battute o molti ricordi gradevoli. Magari giusto “non indossarla mai col giallo”. In ogni caso, il film un merito ce l’ha: se fare spese è un piacere effimero, se strisciare la carta è una sensazione inebriante che dura solo un secondo, se a volte comprare è fare una scelta che si rivela superflua (quando non dannosa), se spendere ogni tanto significa spendere denaro che si poteva destinare a usi più costruttivi… beh questo film rispecchia appieno il tema.

Per fortuna che esistono i saldi (e che il mercoledì anche al cinema c’è lo sconto: 7 euro mi sarebbero sembrati un po’ troppi…)

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cooper’s world tour

•4 marzo, 2009 • 8 commenti

3 settimane di vacanza. Da accontentare: 2 diversi gruppi di amici, 1 fidanzato, me stesso (of course). tutti con esigenze diverse.

Soluzione: 1 settimana a formentera, la terza di agosto, sembra già decisa. una settimana, a cavallo di ferragosto, in sicilia (miiiinkia!). la prima, mah qualche altra destinazione di mare, o la francia del nord pourquoi pas.

che dite, troppo pretenzioso come programma?

verità ineluttabili che è sempre bene ripassare…

•27 febbraio, 2009 • 5 commenti

Da wikipedia: In logica, una tautologia (dal greco ταυτολογία, composto di ταυτό lo stesso — τα lo e αυτό stesso — e λογία per λόγος discorso) è un’affermazione vera per definizione, quindi fondamentalmente priva di valore informativo. Le tautologie logiche ragionano circolarmente attorno agli argomenti o alle affermazioni.

In linguistica, la tautologia è una figura retorica che consiste nell’aggiunta di contenuto ridondante e dal significato ripetitivo all’interno di un dato discorso al fine di porre maggiore enfasi. Spesso indica anche un’ ovvietà: per esempio dire che una tautologia è una tautologia è senza dubbio tautologico.

Lo so che torno per l’ennesima volta sul caso Eluana, ma qui ci sono ogni giorno nuove dichiarazioni che secondo me non vale la pena lasciar cadere così, nell’ombra. Soprattutto quando squarciano un velo con rivelazioni così sconvolgenti.

Se Beppino Englaro ha ucciso la figlia Eluana, «è un assassino» perché «ha violato il quinto comandamento che dice di non uccidere»: è chiaro il cardinale Javier Lozano Barragan, ministro Vaticano della Salute, commentando l’accusa rivolta a Beppino Englaro di aver ammazzato la figlia. «Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice di non uccidere – ha spiegato Barragan a margine del convegno su “Malattie rare e disabilità” promosso dall’Associazione Giuseppe Dossetti – chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato la figlia allora è un omicida, se non l’ha ammazzata allora non è un omicida. Questo mi sembra totalmente chiaro».

Grazie, finalmente non ho più dubbi su cosa sia un assassino. Solo che la dichiarazione finisce qui. E quindi…?

Meglio tardi che mai.

•26 febbraio, 2009 • 5 commenti

copertina

Alla fine, con soli 2 mesi di ritardo, anche questa volta è arrivata. Ne ho già predisposte 40 copie, perchè quest’anno c’è l’austeriti e soprattutto per fare queste ci ho messo 90 giorni, figuriamoci se ne dovevo preparare una sessantina come l’anno scorso.

Insomma, anche quest’anno, pochi privilegiati potranno sollazzare i propri occhi e deliziare le proprie orecchie con il frutto del mio duro lavoro, la tradizionale compilation natalizia (che poi di natalizio non ha mai avuto nulla se non il fatto che la regalavo a natale: perchè così è più evergreen e la si ascolta tutto l’anno).

Dal momento che siamo giunti alla quinta edizione (che emozione!!) e visto che su 5 temi diversi che ho provato ad esplorare, non mi ha convinto nessuno, mi son lasciato andare alla celebrazione del numero 5 con un blend di musiche estratte praticamente a caso dalle mie varie playlist. Il che spiega il gioco della copertina di quest’anno (e del packaging esterno che riproduce la scatola del detto profumo).

La metodologia di distribuzione è un po’ articolata. Dopo un iniziale momento di euforia, nel quale l’ho data via come il pane (so che questa frase si presta a diverse interpretazioni…) ho deciso di centellinare le copie rimanenti, donandole ai destinatari che avevo previsto, ma fino a esaurimento scorte. L’idea è: mi organizzo, me le porto in giro, se poi ci si vede ti allungo il cadeau, se non ci si vede pazienza…

Penso sia abbastanza improbabile che mi metta a fare più copie delle 40 previste (al momento ne ho finite materialmente solo 20, figuratevi…) però dai, la divina provvidenza a volte fa miracoli…

(disclaimer: dato che non si sa mai lo chiarisco da subito. le canzoni contenute nel cd sono state regolarmente acquistate su cd o presso msn music. l’uso fatto è strettamente privato. l’operazione non ha assolutamente scopo di lucro)

Povero Povia

•25 febbraio, 2009 • 6 commenti

Devo essere sincero: per quest’uomo provo un po’ di sincera, cristiana compassione. Ritengo che sia assolutamente inadeguato al suo ruolo di personaggio pubblico, ma in me è crescente la sensazione che sia anche ignorante e decisamente limitato in termini di vedute. Per non parlare del fatto che è inopportuno e volgare, anche in pubblico.  Che uno sia libero di dire quel che vuole, anche se offensivo nei confronti degli altri, mi pare chiaro. Trovo però che questo sia davvero indice di poco buon gusto. Soprattutto se si sta parlando pubblicamente, se lo si scrive e lo si pubblica, se lo si diffonde nel testo di una canzone, in un articolo, in un libro e via dicendo.

Secondo me “Luca era gay” è una canzone tremenda. Basta leggerla per capire che è fondamentalmente un coacerbo di ignoranza, luoghi comuni e miopi visioni. Non mi vorrei dilungare oltre su quanto si è già detto in sedi più autorevoli. Ma farei una considerazione. Certo, questo Luca magari ha avuto i suoi trascorsi gay e poi si è innamorato di una donna. Magari ora è felice mentre prima non lo era. Benissimo, è possibile (non mi sovvengono altri esempi ma perchè no?), è una storia come un’altra. Ma personalmente ritengo che, così come rientrare nella legalità a volte non rende le nostre azioni eticamente corrette, anche raccontare storie vere non necessariamente è cosa opportuna in certi contesti. Se non altro perchè quella che è una storia singola e singolare, quando è basata su un tema così controverso, verrà quasi certamente strumentalizzata e “generalizzata”.

Facciamo un esempio: potrei proporre al prossimo festival una canzone sulla mia paura nei confronti dei miei misteriosi vicini di casa rumeni (facciamo conto che io li tema. Personalmente no, ma è un esempio). Mica niente da dire, è la mia storia, li temo, si sentono tante notizie, è tutto vero. Ma non pensate che ci sia già abbastanza psicosi (ormai quasi al limite della xenofobia) nei loro confronti anche senza un ulteriore messaggio di paura e diffidenza che va ad aggiungersi al coro? Nessuno dice che non posso cantarci su. Ma lo trovo inopportuno e di cattivo gusto, ecco.

Se il buon Povia fosse sensibile e intelligente e volesse raccontare una storia, potrebbe valutare che la sua storia si presta ad essere strumentalizzata. Di conseguenza, se davvero volesse solo raccontare una storia, senza voler consapevolmente far passare messaggi ideologici, o approfittare di un tema controverso per mezzo di un testo discutibile, probabilmente ne sceglierebbe un’altra.

Ma non mi stupisce che il Sig. Povia non ci abbia pensato. Se non sulle sue capacità intellettive, provo grosse riserve quanto meno sul suo buon gusto per alcune sue affermazioni, volgari, incredibilimente stupide, miopi, immotivate.

Per esempio quelle rilasciate nella puntata di ieri di Sugo, andata in onda su Rai 4 (dove ahimè non arriva quasi telecomando) e anticipata da TvBlog. Ai microfoni di Christian Letruria, il cantautore ha risposto alle gag di alleggerimento di bonolis e Laurenti sulle trascorse polemiche rilasciando la seguente dichiarazione, evidentemente documentata da accurati ragionamenti scientifici: “Non si deve fare ironia anche perché per fare i figli non si viene dietro. Possono dire quello che vogliono ma per fare figli non si viene dietro”.

Ma non solo: sempre in tema di buon gusto, Povia ha aggiunto interessanti particolari sul suo modo di intendere la società, i valori e la sessualità. Che, naturalmente, ognuno è libero di intendere come vuole. Ma che trovo di gusto discutibile raccontare in questi termini in un’intervista in tv. Se non altro, perchè il personaggio in questione non è Marilyn Manson, ma un cantautore con la faccia da bravo ragazzo (…) che come tale si propone al pubblico popolare delle famiglie italiane.

“…Quando c’è un manifestazione seria nella quale credo, come il Family Day, vado e non me ne fregava nulla se c’erano politici separati, predicatori che razzolavano male. Ci sono andato perché ci credevo, perché credo nella sanità. In quel momento ero di destra. Ora sto scrivendo una canzone contro il governo perché per mia figlia tra qualche anno dovrò spendere venti-trentamila euro per la scuola. In quel momento sarò di sinistra. Per me la sessualità è un pensiero, una mentalità, un’opinione e anche una religione. I film porno li vedo con gli amici. Da solo diventerebbe una droga, invece dopo i concerti…”.

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